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Contrariamente alle nostre abitudini, avvio di gara ottimo e nel complesso prestazione positiva. Con le solite criticità mai risolte sempre visibilmente pronte a riemergere, beninteso, ma con un pizzico di sicurezza nelle giocate e una compattezza difensive viste solo raramente negli ultimi anni — stranamente proprio contro l’Inter di questa stagione, la squadra più forte. Le statistiche sono naturalmente a favore dei nerazzurri, per i quali nel post gara i commentatori si sono affannati a sentenziare la vittoria ai punti, ma la verità è che si è trattato di un incontro tutto sommato equilibrato. Diciamo che a un certo punto del secondo tempo il Milan ha dato la sensazione di essere in procinto di capitolare, ma la sofferenza è durata troppo poco per poter dichiarare che l’avversaria abbia qualcosa da recriminare.

La nostra buona prestazione di ieri sera ha qualche spiegazione, che di sicuro non ha a che fare con una nostra improvvisa resurrezione. Probabilmente la formazione rimaneggiata degli avversari ha avuto un peso determinante, poiché gente come Dumfries, Dimarco, Lautaro, Mkhitaryan e Pavard non si possono regalare neppure a una banda raffazzonata quale è il Milan attuale. Questo non è per sminuire la prova rossonera, che ripeto, è stata di per sé buona, è soltanto per non creare eccessive illusioni in vista della gara di ritorno fra tre settimane, quando i cugini si presenteranno al completo e ben più intraprendenti rispetto a ieri. Questa Inter è forte, sta disputando una stagione strepitosa, comunque vada a finire; essere in corsa su tutti i fronti ad aprile, con buone possibilità di centrare ogni obbiettivo, non è roba da poco. Politicamente protetta e coccolata, fortunata finché vogliamo, ma anche costruita e gestita alla grande. So che ammetterlo è difficile, e che un confronto per noi così impietoso brucia dolorosamente, ma talvolta la verità va sbattuta brutalmente in faccia. È in qualche modo catartico, aiuta a vivere la situazione meno peggio.

Reijnders è stato il migliore dei nostri, assieme a Leao. Buone le prove di Fofana e Abraham (non il cecchino che ci servirebbe ma buon attaccante, al contrario di ciò che sostiene la gran parte del tifo rossonero). Theo sempre con la solita espressione da pesce fuori dall’acqua, ma almeno ieri sera non ha combinato grosse cavolate. Bene anche Fofana.

Jimenez con la J ha talento, ma a questi livelli dimostra costantemente tutta la sua ingenuità giovanile; il gol del pari è stato in parte colpa sua. Maignan si è prodotto in un paio di grandi interventi, ma sul gol del turco avrebbe potuto senz’altro fare di più; è chiaro che neppure la sua è stata una grande stagione. Una eventuale cessione di Thiaw mi lascerebbe indifferente, diciamo così. Felix inutile come sempre, ma per fortuna non troppo dannoso come il suo solito (soprattutto perché non ne ha avuto il tempo).

Conceicao per lo meno non ha commesso la scempiaggine di partire con Rafa in panchina. Le sue spiegazioni nella conferenza prepartita circa l’argomento sono state debolucce, onestamente.

Nel frattempo sembra che le trattative con Fabio Paratici stiano proseguendo in maniera lenta, ma fruttuosa. Lo stesso Furlani, pur non sbilanciandosi sui nomi e glissando su quello dell’ex Juve e Tottenham, ha pubblicamente ammesso che la figura di un vero DS sia nei programmi della società. Su Paratici ho un miliardo di dubbi; il primo che mi viene in mente, che è grande come un grattacielo, riguarda l’imminente udienza del 15 aprile, che potrebbe trasformare le attuali trattative in inutili perdite di tempo. Ma esito dell’udienza a parte, il solo fatto che si sia pensato a un profilo tanto impegnato in questioni legali tutt’altro che risibili, desta comunque in me — e suppongo non solo in me — grande perplessità. Non ci vedo alcuna ragione intelligente in una scelta del genere, né pratica né morale.

4 commenti su “MILAN-INTER 1-1 (Coppa Italia)

  1. sono d’accordo con l’analisi della partita.
    Certo un gol in più, o nessuno preso, sarebbe stato meglio ma così è andata.
    Su Paratici pure io ho dubbi.
    Lasciando da parte un momento la pendenza giudiziaria, è innegabile che sa come navigare nel mondo pallonaro. E’ esperto del mestiere.
    Riprendendo l’aspetto giudiziario, lo è anche troppo.
    Ormai non so più cosa dire o pensare di questi scappati di casa che sono ai piani alti.

  2. Non è che lo stanno trattando perché sperano che il 15 venga condannato e così hanno la scusa per non prendere nessuno?
    Derby visto con una calma che mi sono stupito di me stesso. Solo gli ultimi minuti un po’ di batticuore perché ci tenevo a quel punto non perderla. Non nutro speranze per il ritorno, speriamo solo di perderla, se dobbiamo perdere, ai supplementari.

  3. Ottima analisi di marcovan, io però non avrei glissato sulle assurde sostituzioni che ha fatto. Penso non sarebbe cambiato granchè, ma togliere Pulisic per l’inutile portoghese e lo stesso Abraham che faceva un gran lavoro non solo come attaccante ci ha di fatto impedito qualunque possibilità renderci pericolosi. Non parliamo poi della sostituzione di Leao a tre minuti dalla fine.
    Speriamo che il ritorno non abbia lo stesso risultato penalizzante, in tutti i sensi, di tre anni fa, però credo che le due gare contro il Bayern (che il solito culo delle merde ha decimato pesantemente) possano avere una certa influenza su quella gara.
    Maignan sembra tornato sui livelli che conoscevamo con un paio di interventi per nulla banali e sul gol non lo colpevolizzerei troppo perchè quella impercettibile deviazione di Reijnders potrebbe avergli tolto il pallone dal palmo della mano.
    Su Paratici e il DS permettetemi di stendere un velo pietoso.

  4. Commento solo gli highlights perchè sono un tifosotto in semi-sciopero.
    Maignan tanto gatto tra i pali quanto in versione “Zoff con l’Olanda” coi tiri da lontano – e non è la prima volta. Che abbia bisogno di occhiali anche lui?
    Abramo gol molto bello.
    Portiere dell’Inter tra i migliori dei suoi.

    Per me la partita è finita con vittoria dell’Inter perchè Inzaghi è uscito sulle sue gambe e Theo non ha colto l’occasione di travolgerlo “per sbaglio” mentre Scemone ce l’aveva con non so chi sulla linea laterale a dieci metri dall’area tecnica.

    Paratici: attualmente inibito, e in attesa di giudizio; principale responsabile dell’affossamento dei conti juventini con stra-acquisti e stra-ingaggi per mezze pippe poi invendibili. Anzi, vendibili sì, casualmente proprio al “suo” Tottenham, e casualmente appena si è insediato. Tottenham che veleggia bello tranquillo in zona salvezza. Che dire, un curriculum degno del Gruppo di Lavoro Integrato (non così “gruppo” né così “integrato”, ci dicono le ultime vicende…). Poi magari ci stupirà, eh. D’altra parte siamo sempre così fortunati coi dirigenti, noi…

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